Кin dza dza
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http://youtube.com/watch?v=kkZB7FxeCLs
Pubblico questo film con la mia correzione sottotitoli in Italiano. • Quelli con la traduzione automatica generavano molte frasi e parole incomprensibili e/o illogiche. Buona Visione • PS.: • Se volete vedere la versione originale di YouTube lascio il link qui. • • Кин-дза-дза! (FullHD, комедия, реж. Г... • KIN DZA DZA (1986) • Nessuno potrebbe mai immaginare che una banale gita al supermercato in cerca di pane e maccheroni possa trasformarsi in un avventuroso viaggio intergalattico. Tantomeno il capocantiere Vladimir Nikolajevič Maškov (zio Vova) che, dai marciapiedi di Mosca, si ritrova catapultato sul lontanissimo pianeta Pljuk. Ad accompagnarlo è un giovane ed ignaro studente georgiano, Gedevan (Violinista), custode di un violino di inestimabile valore. In due eroi si ritrovano così a vagabondare tra i vasti deserti del pianeta alieno in balia della bizzarra popolazione indigena, cercando un modo per tornare a casa. Kin-dza-dza! è una commedia satirica capace di toccare svariate tematiche: dalla denuncia ambientalista fino alla messa in discussione dei due grandi sistemi socio-economici del Novecento: quello capitalista e quello socialista. Più che un film di fantascienza, è una critica della società capitalista e del pensiero materialistico in generale. Prendendo in giro le speranze romantiche dei sognatori utopisti sulla possibilità di un cambiamento radicale dell'uomo sotto l'influenza del progresso tecnologico, il scenarista Revaz Gabriadze e il regista Georgij Danelija hanno creato una satira profondamente grottesca che attraversa l'intero film. Paragonando la democrazia con l'imperialismo, alla fine vince un umile lavoratore sovietico che dimostra di essere il migliore e più onesto rispetto perfidi aborigeni del deserto, e degli abitanti di supersviluppatto alfa centauri, travestiti buonisti che senza batter d’occhio trasformano le persone in cactus. Se ancora non avete visto questa riflessione visionaria sulla libertà di Georghij Danelija, vi invitiamo a farlo. Curiosità e riconoscimentiIl nome della navicella spaziale su cui viaggiano i due protagonisti, il “Papelaz”, deriva dalla parola georgiana papela, ovvero “farfalla”. È stata realizzata partendo dalla coda sezionata di un aereo TU-104, in seguito ricoperta di schiuma poliuretanica e colorata dagli addetti alla scenografia. Il misterioso nome del film è un’invenzione dell’attore Evgenij Leonov, che nel film interpreta l’alieno Uef. Secondo l’aneddoto, un giorno Leonov si presentò sul set con una valigetta. Quando il regista Georgij Danelija gli chiese cosa contenesse, Leonov rispose “Kinza!” (coriandolo, in russo) canticchiando più volte l’ultima sillaba. L’effetto ottenuto (Kinza-za) piacque molto a Danelija, che lo scelse come titolo del film preferendolo al precedente “Polvere cosmica”. Ku. Ku. Ku. Un’unica parola (Ku) per esprimere tutto. Chi siete, cosa volete, che fate qui? Ku, come saluto, ordine, sottomissione. Così in questo spazio spoglio di suoni e di tutto, si ritrovano il tecnico moscovita e il giovane georgiano. Catapultati all’improvviso nel tempo di un Ku. Un pianeta cencioso, povero e derelitto, dove la capocchia di un fiammifero fa la differenza, del di qua e del di là, del quasi essere o dello scomparire. Folle, affascinante, ricco di una simbologia tutta da scoprire e decifrare. Se non ci trovassimo in una trama del cosmo, questo film bizzarro, potrebbe ricordare, a noi italiani, Uccellacci e uccellini e per certi aspetti l’Armata Brancaleone. Un uomo maturo, marito, padre e capocantiere e un giovane “portatore di violino”, accidentalmente insieme, affrontano l’esperienza e con le loro azioni determinano il procedere dei fatti. Un maestro e un allievo rivedono in un’altra dimensione spazio temporale, le dinamiche sociali del potere, dello sfruttamento, della libertà e dell’oppressione. Sul pianeta alieno, però, non ci sono grandi masse, idee o schieramenti, una visione logica, solo sparuti gruppuscoli che si aizzano fra loro. Tutto è già stato spazzato via con guerre e contro guerre, ciò che rimane è misero e destinato al nulla. • KU! Assolutamente da vedere e rivedere.! • È un film veramente particolare. Simbolico, onirico, denso di metafore che arrivano a poco a poco. Da vedere sicuramente e rivedere per apprezzarne e scoprirne i vari significato piano piano. Consigliato! • Scoperto per caso, uno dei film più particolari mai visti, dal mio punto di vista da inserire nella lista “da non perdere”. Pieno di significati, da vedere più volte per apprezzarne il contenuto visionario ma non troppo.Stralunato, originalissimo, un sogno visivo divertente in cui personaggi oscillano tra l'assurdità e la malinconia: l'ironia lega questo piccolo capolavoro, come fosse un Dune sovietico credibile, folle e inafferrabile. • Consigliatissimo!
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